Il pesce crudo piace. Sempre di più, sempre più spesso. È sinonimo di freschezza, di cucina leggera, di estate che si mangia in un boccone. Ma è anche uno di quegli alimenti che dividono: da un lato il piacere, dall’altro la paura. Paura che non sia sicuro, che possa contenere parassiti, che arrivi da chissà dove. Il punto però non è evitare il pesce crudo. Il punto è sapere cosa si sta mangiando. Perché il crudo può essere non solo buono, ma anche sicuro. A patto di partire da un prodotto tracciato, controllato, lavorato con criterio.
Origine, tracciabilità, trasparenza
Quando si parla di crudo, la prima domanda da farsi non è “come lo cucino?”, ma “da dove arriva?”. Un pesce che può essere consumato crudo dev’essere pescato in acque controllate, sottoposto a test rigorosi, conservato correttamente fin dal primo minuto dopo la cattura. I prodotti Coam, commercializzati con il marchio Scandia, provengono da zone FAO certificate, in particolare la FAO 67, che identifica le acque fredde e incontaminate dell’Alaska. Qui la pesca è regolamentata e monitorata da protocolli internazionali, e l’ambiente è naturalmente favorevole alla salute del pesce, grazie a correnti fredde e fortemente ossigenate.
Surgelazione ultra-rapida: sicurezza che parte dal freddo
Una volta pescato, il prodotto viene surgelato in tempi brevissimi a temperature che vanno dai -45°C ai -60°C. Questo passaggio è cruciale per due motivi. Primo: elimina eventuali parassiti come l’Anisakis. Secondo: preserva la struttura del pesce, impedendo la proliferazione batterica e mantenendo gusto e valori nutrizionali praticamente intatti.
È questo processo – rapido, profondo, controllato – che rende possibile consumare pesce crudo in sicurezza. In Italia, per legge, il pesce destinato al consumo a crudo deve essere preventivamente abbattuto a -20°C per almeno 24 ore. Le temperature usate da Coam vanno ben oltre questa soglia, offrendo un margine di sicurezza ancora maggiore.
Controlli costanti lungo tutta la filiera
Il crudo sicuro non dipende solo dal momento della pesca. Anche la gestione post-cattura è essenziale. I pesci destinati alla lavorazione vengono accompagnati da analisi sanitarie effettuate prima dell’imbarco e sono sottoposti a ulteriori controlli all’arrivo in Europa. Ma non finisce lì.
Una volta raggiunto lo stabilimento di Morbegno, ogni lotto è tracciato e identificato con un codice univoco che riporta informazioni su zona di pesca, data, metodo utilizzato. Le lavorazioni avvengono in ambienti controllati, dove le pratiche igienico-sanitarie seguono rigorosi protocolli IFS e HACCP. Tutto questo garantisce che il pesce che arriva in tavola sia sicuro, pulito, e trattato nel rispetto del prodotto e della salute di chi lo consuma.
Crudo pronto da gustare: i prodotti perfetti per l’estate
Se c’è un periodo in cui il crudo dà il meglio di sé, è proprio l’estate. Piatti freschi, leggeri, veloci da preparare. Ma solo se si parte da un prodotto pronto, sicuro, buono. Coam, sotto il proprio marchio Scandia, propone una gamma pensata proprio per questo: carpacci già affettati, tartare pronte da condire, uova di salmone in vetro.
Tra i prodotti ideali:
– Carpaccio di Salmone Reale Selvaggio, Pesce Spada, Tonno Bianco: prodotti già affettati e conservati in atmosfera protettiva per garantire al meglio freschezza e fragranza del prodotto.
– Tartare di Salmone Selvaggio, Pesce Spada, Tonno Bianco: in coppette monoporzione e confezionate in atmosfera protettiva, pronte da usare in tutta sicurezza e con la garanzia della massima freschezza.
– Uova di Salmone Selvaggio al Naturale, perfette per un tocco di eleganza su tartare, insalate o canapè.
Basta aprire, condire, impiattare. Nessun rischio, nessuna preparazione complessa, nessun dubbio.
Fidarsi è bene, sapere è meglio
Il pesce crudo non è un salto nel vuoto, né un azzardo gourmet. È una scelta consapevole che può far parte della quotidianità, a patto che dietro ci sia una filiera seria, trasparente, affidabile. Una filiera che controlla, certifica, lavora con attenzione. Il piacere del crudo non comincia nel piatto: comincia da molto prima. Comincia con la fiducia in chi pesca, in chi lavora, in chi sceglie di non scendere a compromessi.
E in questo, sapere da dove arriva ciò che mangiamo è il primo, indispensabile atto di consapevolezza.