L’incredibile storia del salmone
Il Salmone è un pesce anadromo, cioè nasce e si riproduce in acqua dolce, dopo aver trascorso alcuni anni in mare (5 anni per i maschi, 7 per le femmine) crescendo fino a 3-4 kg all'anno, si recano nello stesso fiume e nello stesso esattIl Salmone è un pesce anadromo, cioè nasce e si riproduce in acqua dolce, dopo aver trascorso alcuni anni in mare (5 anni per i maschi, 7 per le femmine) crescendo fino a 3-4 kg all'anno, si recano nello stesso fiume e nello stesso esatto luogo dove sono nati, guidati forse, da stimoli olfattivi.
Un viaggio di migliaia di chilometri
I salmoni sono in grado di vivere sia in acqua dolce che in acqua salata, cioè possono vivere nei fiumi o nei mari. Questo permette loro di lasciare il fiume dove sono nati quando sono adulti, in genere dopo un anno di età. Una volta terminata questa piccola metamorfosi, i salmoni intraprendono un incredibile viaggio in tutti i sensi.
Il viaggio dei salmoni comporta un enorme dispendio di energie tanto più che durante il percorso non si nutrono affatto.
Il difficile ritorno del salmone
Con la migrazione, l’istinto spinge tutti i salmoni a ritornare al loro fiume di origine.
Si è notato che i salmoni perdono spesso l’orientamento, ci sono diverse teorie sul grande senso di orientamento dei salmoni, alcune delle quali parlano di segnali chimici e olfattivi che possono percepire. Altri postulano l’influenza dei campi magnetici, che alcuni animali sono in grado di sfruttare come guida.
Una volta che arrivano a destinazione, le femmine scavano delle fosse nel letto del fiume, dove depositeranno le uova come in un nido, poiché sono animali ovipari.
L’incredibile viaggio senza ritorno dei salmoni
Purtroppo un'enorme percentuale di salmoni vivrà solo una volta questa avventura, perché muoiono dopo aver deposto e fecondato le uova, per la stanchezza. Solo alcune specie, come il Salmone dell'Atlantico, hanno una percentuale di sopravvivenza positiva.