Ci sono storie che attraversano oceani e montagne, che uniscono mondi apparentemente distanti per creare qualcosa di unico. La storia del salmone selvaggio Scandia è una di queste: un viaggio che parte dalle acque cristalline dell'Oceano Pacifico e arriva nel cuore della Valtellina, portando con sé non solo un prodotto d'eccellenza, ma anche una filosofia precisa fatta di rispetto, sostenibilità e responsabilità verso il futuro.
L'Alaska: dove la sostenibilità è scritta nella Costituzione
Il salmone selvaggio Scandia nasce nelle acque incontaminate dell'Alaska, dove la pesca è regolamentata da leggi rigorose che stabiliscono luoghi, quantità e periodi di pesca, che va da maggio a ottobre. Non è un dettaglio casuale: l'Alaska è l'unica nazione al mondo ad aver inserito la tutela della pesca sostenibile direttamente nella propria Costituzione, riconoscendo che la protezione delle risorse marine non è una scelta, ma un dovere verso le generazioni future.
I salmoni che raggiungono lo stabilimento COAM sono tutti certificati e garantiti dal marchio Friend of the Sea, simbolo di una pesca condotta nel pieno rispetto dell'ambiente e delle specie marine. Questa certificazione internazionale rappresenta una garanzia concreta: ogni pesce proviene da una filiera tracciata, controllata, trasparente.
La pesca che rispetta il mare
Il salmone selvaggio Scandia viene pescato ad amo, una metodologia che fa la differenza sostanziale rispetto alle tecniche industriali. Le lenze e gli ami permettono una pesca selettiva, che evita la cattura accidentale di altre specie e soprattutto non danneggia i fondali marini come fanno invece le reti a strascico. È un approccio che richiede più tempo, più cura, più rispetto: esattamente quello che serve per garantire che l'ecosistema marino rimanga integro. Ma la sostenibilità non è solo questione di metodo di pesca. Le quote stabilite dai governi di Alaska e Canada limitano rigorosamente la quantità di salmone pescato ogni anno, monitorando costantemente le popolazioni per evitare il sovrasfruttamento. Questo sistema di controllo garantisce che le risorse marine vengano preservate, permettendo ai salmoni di riprodursi naturalmente e mantenere l'equilibrio dell'ecosistema.
Dal peschereccio allo stabilimento: una catena del freddo impeccabile
Una volta pescato, il salmone viene pulito e surgelato direttamente a bordo dei pescherecci nel Nord Pacifico e subito inviato in appositi container frigoriferi a Morbegno. L'abbattimento a -50°C garantisce la freschezza e le qualità nutrizionali oltre a una sicurezza igienica ineccepibile.
Questa surgelazione ultra-rapida è un passaggio cruciale: cristallizza istantaneamente le proprietà organolettiche del pesce, preservandone sapore, consistenza e valori nutrizionali come se fosse appena pescato. Non si tratta di un compromesso, ma di una tecnologia che permette di portare l'Alaska sulle tavole italiane mantenendo intatta tutta l'eccellenza del prodotto originale.
Morbegno: dove la tradizione incontra l'innovazione
Dal 1964, quando Luciano Gusmeroli fondò l'azienda a Morbegno in provincia di Sondrio, COAM ha portato avanti la sua specializzazione nella lavorazione di prodotti agroalimentari. Ma è nel 1970, grazie a un'intuizione di mercato, che l'azienda dà il via alla lavorazione in Italia dell'allora sconosciuto salmone selvaggio.
Nello stabilimento di Morbegno il salmone viene filettato e salato a mano per poi procedere a un'affumicatura lenta e a bassa temperatura. Il tutto viene eseguito attraverso impianti all'avanguardia, completamente automatizzati, studiati per produrre un fumo di legna naturale costantemente controllato, così da risultare perfettamente privo di composti nocivi.
Questa combinazione di maestria artigianale e tecnologia avanzata è ciò che distingue Scandia: maestri affumicatori che, sin dagli anni 70, hanno saputo affinare le proprie abilità nel filettare e salare a mano il salmone e affumicarlo "appeso", secondo l'antica arte dei popoli d'Alaska.
Un impegno che va oltre il prodotto
COAM ha intrapreso un percorso di sostenibilità ambientale, scegliendo di trattare solo materie prime provenienti da pesca sostenibile e riducendo l'utilizzo di materiali plastici e cartacei. Inoltre, ha investito in un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e un altro è in cantiere, per arrivare a una completa autonomia nella produzione di energia per le sue unità produttive.
La sostenibilità, per COAM, non è un concetto astratto o uno slogan di marketing. È una scelta concreta che si declina in ogni aspetto della produzione: dalla selezione delle materie prime alla gestione energetica dello stabilimento, dalla riduzione degli imballaggi all'investimento in fonti rinnovabili. È la consapevolezza che ogni decisione aziendale ha un impatto sull'ambiente e sul futuro.
Scegliere responsabilmente
Quando acquistiamo salmone selvaggio Scandia non stiamo semplicemente comprando un prodotto gourmet. Stiamo facendo una scelta che sostiene un modello di produzione rispettoso dell'ambiente, che tutela gli ecosistemi marini, che garantisce il futuro delle risorse ittiche. Stiamo votando, con il nostro portafoglio, per un'economia che non sfrutta ma preserva, che non esaurisce ma rigenera.
Il salmone selvaggio argentato Scandia è stato riconosciuto come "semplicemente perfetto" dal Gambero Rosso. Questo salmone, catturato all'amo nell'Oceano Pacifico nord orientale, è lavorato con una salatura manuale a secco e un'affumicatura naturale a freddo, che vede l'impiego di pregiati legni del Nord Europa.
La qualità eccezionale non è incompatibile con la sostenibilità: anzi, le due dimensioni si alimentano a vicenda. Un pesce pescato con rispetto, lavorato con cura, conservato correttamente, non può che essere superiore dal punto di vista organolettico. La sostenibilità non è un sacrificio, è la via maestra verso l'eccellenza autentica.