Il sale affumicato è una specialità ancora poco conosciuta. Frutto di un particolare trattamento grazie al quale il sale marino viene affumicato per cinque o dieci giorni attraverso la combustione del legno, non si limita ad esaltare la sapidità dei cibi cui viene aggiunto ma conferisce loro un sapore originale e deciso.
In base al legno impiegato si possono ottenere aromi e caratteristiche differenti, la tradizione vede la sua preparazione con legno di quercia o di ginepro.
Origini
Oltre al pesce, quella di affumicare il sale è un’antica abitudine dei paesi
Scandinavi e nel Nord America dove, fin dall’antichità, gli inverni rigidi e i pochi cibi a disposizione fecero sì che si instaurasse una vera e propria arte dell'affumicatura, che non riguarda ovviamente solo il sale marino, ma anche i pesci come il salmone o l'aringa o le carni come quella di renna o di cervo.
Affumicatoio a Juneau (Alaska) - Diritti di utilizzo ASMI Industria e Uso dei Partner Sale affumicato, proprietà
Il sale affumicato è composto da cristalli di differenti grandezze: da grani grossi a sottili, fino a scaglie di cristalli più grandi.
E’ molto utilizzato nei paesi scandinavi e si suppone che abbia origine vichinghe.
Le proprietà nutrizionali del sale affumicato sono pressoché ascrivibili a quelle del sale marino naturale. E’ composto principalmente da cloruro di sodio e apporta tracce di calcio, magnesio, potassio, ferro e zinco.
Utilizzo in cucina
Oggi l’utilizzo del sale affumicato è apprezzato soprattutto durante le grigliate o per quelle portate alle quali si vuole conferire quel classico retrogusto legnoso.
Grazie al suo aroma, il sale affumicato è molto apprezzato per le carni ed il pesce alla griglia.
Si può usare anche per salare primi piatti come la pasta alla carbonara oppure determinate verdure come zucchine o pomodori.
Dove acquistarlo
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